Negli anni 80, quando l’equilibrio del terrore dava e toglieva senso alle posizioni politico-ideologiche in una maniera un po’ più sensata di quanto non l’avrebbe poi fatto il postmodernismo poststoricistico postcapitalista (quello che per intenderci avrebbe fatto sì che le vestali del pensiero debole ascendessero a scranni di vario genere saltabeccando in quasi tutti i partiti dell’ex estrema sinistra ed ex commis della più importante famiglia italiana potessero (s)dirigere il quotidiano fondato da Antonio Gramsci, tosto avocato a sé da leader dell’ex estrema destra come pensatore nazionale) negli anni 80 dicevo, mi sentivo social-democratico, erede della tradizione azionista e con forti simpatie per il pensiero radical-libertario. Quando poi – durante l’occupazione universitaria del 1990-91 – conobbi per davvero quelli che si definivano comunisti (immaginate un po’ adesso in quale partito militano per la stragrande maggioranza) allora mi dissi: “eh no caro, non hai capito niente, qui, sia pur eretico, l’unico comunista (o uno dei pochi) sei tu!”
Oggi non mi sento nulla più di un cretino anarcoide (che non ha nulla a che fare con la cosiddetta sinistra radicale, detestando cordialmente la triade rossoantico-verde-rossovergogna), ma agli ex compagni (li ho votati anch’io un paio di volte) diessini dico:
Volete fondere nel Pd il meglio della tradizione nazional-clientelare di DC/PSI? Fatelo pure, ma almeno ditelo: comunque non vi mancheranno né clienti né clientes. Volete governare con l’accordo delle gerarchie ecclesiastiche, delle lobby economico-finanziarie, dell’establishment militare? Fatelo, ma non nel nome di chi per anni vi ha votato turandosi il naso. Cercate l’accordo con i centristi (ex) del Polo e compagnia cantante? Follini c’è già, Pierfurby non tarderà ad arrivare. Non resta che democratizzare, anzi, repubblicanizzare l’opposizione. Berlusconi adesso è utile per “salvare Telecom”, manca solo più che La Malfa accetti di vendergli anche il nome del suo vecchio partito per avere un bel sistema all’americana senza il federalismo e senza potersi liberare delle solite facce dopo otto anni.